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I nuovi reggiani: “Per le le federazioni, la legge sulla cittadinanza è da cambiare”

 

Sono molti i giovani atleti d’origine straniera, nati in Italia, che però non possono rispondere alla convocazione della nazionale perché non hanno ancora la cittadinanza italiana. Talvolta si dice che i treni passano una volta sola e la carriera di questi sportivi può risultare segnata in futuro. Anche lo sport italiana può ritrovarsi impoverito. Giovanni Soncini, presidente della Figh Reggio Emilia, la Federazione Italiana di Pallamano sarebbe “anche d’accordo nel far disputare a questi atleti nati in Italia le gare con la nazionale, ma purtroppo come federazione possiamo farci poco. Lo statuto del Coni è chiaro e soprattutto le leggi vigenti non ci permettono di fare eccezioni”.

Il presidente del Csi di Reggio Emilia, Davide Morstofolini, è “a favore di un cambiamento delle normative. Questi giovani atleti devono poter vivere senza limitazioni esperienze sportive ad alto livello, perciò si dovrebbe dare a cittadinanza subito ai nati in Italia senza fargli attendere un’eternità. Rispetto ad altre nazioni siamo indietro; mi vien da pensare alla nazionale tedesca di calcio”. Secondo Mostofolini, “se ci fosse la volontà di sedersi attorno ad un tavolo, si potrebbe arrivare ad una soluzione per non escludere questi atleti dalla nazionale”.

Doriamo Corghi

La proposta è subito raccolta dal presidente del Coni, Doriano Corghi: “Sono disposto a sedermi attorno a un tavolo con altri organismi competenti per discutere di questi problemi. Gli italiani dovrebbero avere tutti pari diritti: questi atleti seppur di origine straniera, sono nati in Italia quindi dovrebbero essere considerati a tutti gli effetti italiani. Giocare per la nazionale è un’occasione importante di livello, che gli atleti non devono perdere. Un’apertura a queste barriere credo favorirebbe notevolmente l’integrazione, in maniera decisiva”. Corghi è tuttavia “scettico” sulle posizioni del Coni: “Non so se possiamo superare le decisioni politiche e ciò che prevede la legge sull’immigrazione. I provvedimenti li deve prendere il governo e modificare le leggi vigenti. Mi auguro davvero che un giorno si elimineranno questi limiti”.

Anche sul fronte del calcio ci sono aperture e per Giovanni Torelli, Presidente della Figc reggiani, “gli atleti che nascono in Italia devono poter  rappresentare la nazionale italiana. Se non basta la nascita, c’è anche un discorso rafforzativo di vita vissuta in Italia e soprattutto di formazione culturale sportiva italiana. Credo che i requisiti ci siano tutti. Nel calcio abbiamo l’esempio di Balotelli, nato a Palermo ma originario del Ghana, paese in cui non è mai stato e né mai ha vissuto. Nonostante ciò, fino al compimento della maggiore età era considerato extracomunitario nell’Inter e non ha potuto nemmeno disputare le olimpiadi con la nazionale olimpica italiana under 21 perché non ancora cittadino per la legge. Questi sono paradossi importanti che dovrebbero far riflettere”.

“Il problema è reale, io sono per riconoscere la cittadinanza subito a chi è nato in Italia” dice Massimo Turni, presidente della Fip Reggio Emilia. Nella pallacanestro “abbiamo molti ostacoli con i tesseramenti per chi non ha la cittadinanza italiana: talvolta dobbiamo entrare in contatto con i consolati di altri paesi nel caso di ragazzi nati in Italia e che non hanno praticamente mai vissuto altrove. Questo porta non pochi problemi, i genitori ci chiedono spiegazioni ed è duro non poter far giocare un ragazzino a causa del tesseramento”. Turni ritiene “che il Coni potrebbe essere un ottimo sponsor: tra poco ci sarà una riorganizzazione degli organigrammi federali e spero che Petrucci riunisca tutti anche per parlare di questo”. “Io partirei prima di tutto a livello giovanile – conclude Turni – perché i ragazzi devono aver diritto di partecipare e di cogliere occasioni importanti. Come nazione dovremmo essere, per la nostra storia, i maestri dell’integrazione mentre al momento siamo davvero un passo indietro ad altre realtà europee”.
 

Farida Bandaogo in schiacciata

Per Marina Iotti, presidente della Federazione Pallavolo Italiana di Reggio, una “soluzione in tempi brevi” passa dal “dare più potere al Coni e alle federazioni sportive: bisogna separare l’ambito sportivo da quello politico. Perciò proporrei, almeno nello sport, di considerare italiani gli atleti nati in Italia e di conseguenza renderli convocabili per le nostre nazionali. Lo sport non ha colori per cui perché una ragazza nata in Italia non dovrebbe giocare per la nazionale italiana? Come federazione provinciale non possiamo fare granché, ma se la proposta partisse già dalle federazioni regionali e ci si sedesse attorno ad un tavolo, sono fiduciosa in una conclusione positiva”.

“A livello sportivo la legge sulla cittadinanza è assai limitante – dice Mauro Rozzi, presidente UISP Reggio Emilia – Questo problema è sempre un po’ sminuito, ma penso sia arrivata l’ora di farsi sentire e di fare un passo in avanti. Ci sono stati dei casi anche nel recente passato, per esempio, di una ragazza straniera ma nata in Italia che non ha potuto essere premiata pur avendo vinto il campionato regionale di atletica. Non mi permetto di giudicare né di entrare nelle questioni del Coni e delle Federazioni, ma dico solo che volere è potere”.

Carlo Balestri, responsabile delle politiche internazionali dell’Uisp italiana cita “molti esempi nello sport italiano: il rugby ha molti naturalizzati nella propria nazionale, l’Italia del cricket a livello giovanile è campione europeo ed è una squadra formata da pakistani e indiani naturalizzati. In Brasile e Argentina spesso trovo argentini o brasiliani in possesso della cittadinanza italiana per lontane radici nel nostro paese, che però non hanno nemmeno mai visto. Trovo paradossale che un atleta nato in Italia non possa rappresentare la nazionale di cui si sente totalmente cittadino. Le Federazioni e il Coni possono farsi sentire riuscendo ad adottare dei provvedimenti che vadano aldilà delle leggi politiche. È ora che l’Italia si affacci alla realtà”.

Daniele Petrone

Questo articolo è uscito sulla pagina di Mondinsieme sul Resto del Carlino di Reggio Emilia il 14 novembre 2011, chiamata I nuovi reggiani. La pagina esce periodicamente ogni secondo o terzo lunedì del mese. La prima edizione è uscita nel settembre 2011. L’obiettivo è raccontare le trasformazioni sociali e interculturali della città, attraverso gli occhi e la voce dei giovani protagonisti che le vivono, a partire dal fatto che Reggio Emilia e l’Italia sono diverse rispetto a venti anni fa.
Nella foto in copertina, Farida Bandaogo con la selezione dell’Emilia-Romagna al Trofeo delle Regioni di pallavolo.

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I nuovi reggiani, 14 novembre 2011 - Prima pagina   I nuovi reggiani, 14 novembre 2011 - Prima pagina (Scaricato 77 volte)

 

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