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Terremoto, Mondinsieme organizza gruppi di volontariato: ci siete?
Sembra quasi che la terra ci prenda in giro, appena iniziamo a tranquillizzarci un po’ si il terremoto si fa risentire. “Oh vecchio mio, guarda che abbiam capito che ci sei anche tu, ma togliti sta brutta abitudine di spuntare fuori all’improvviso!”
Fatto sta che mentre ieri giravo per Facebook ho trovato una frase bellissima tratta da Il Resto del Carlino, e tu caro terremoto mettiti il cuore in pace perché la dedico proprio a te:
“L’Emilia è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari. Gli Emiliani sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari, una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Liga, Pavarotti. Devono farti una siringa? Loro ti tirano su un’azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi, non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti… Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali e opere grandiose”.
Chissà da dove è nata, ma è stupenda questa frase: mi rende fiera di essere emiliana, ma soprattutto italiana, perchè non per essere di parte direi che questo talento è nel sangue di tutti gli italiani dal nord al sud, dall’est all’ovest.
Ci hai fatto una visita caro terremoto? Bene, anche se lo stato non ci aiuterà quanto ci scommetti che noi crisi o non crisi ce la faremo da soli? Ci aiuteremo e costruiremo una Emilia-Romagna migliore. Altro che ponti di Calatrava, diventeremo insieme architetti e muratori, lavoreremo con i pensieri e creeremo monumenti indimenticabili. Oh si, perché noi Italiani nel bene e nel male siam fatti così, quando c’è bisogno di tirar su le maniche noi ce le strappiamo proprio, perché non esista intralcio al nostro lavoro.
Anche se il terrore sta prendendo piede nelle nostre menti, la forza del coraggio è più forte e la volontà di sopravvivere è l’asso nella manica: 15 mila persone senza casa, ringrazio il cielo che non c’è il freddo di gennaio ora, ma il dolore quello c’è lo stesso. Ora tocca a noi, al di là delle parole, fare qualcosa, portare da vivere, ma portare soprattutto speranza. Un domani migliore è possibile, per me, per te e per tutto il mondo; il domani parte da noi e dalle nostre azioni. Caspita, quanto costa una giornata di volontariato? E un pacchetto di cracker? Niente, e son sicura che sarà questo niente a essere fondamentale.
A te, terremoto, e a te paura sua consorte, dico solo che avete i giorni contati, forse non da noi; ce la faremo. a suon di sogni e desideri riporteremo tutto alla normalità.
Anwal Ghulam


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